Studio di Psicologia

Dott.ssa Laura Costantino

Psicologa

MUSICOTERAPIA

 

Un progetto per bambini con difficoltà emotive

Il canto, i suoni e la musica possono davvero guarire i mali del corpo e della mente?
La disciplina che può rispondere a tale quesito è la Musicoterapia che considera la musica uno strumento efficace per riacquistare il benessere fisico e mentale. Le origini della cura delle malattie con i suoni possono essere rintracciate nella preistoria. Gli antichi medici egizi, 2600 anni fa, utilizzavano canti magici nel trattamento della sterilità, dei dolori reumatici e delle punture d’insetti; nella cultura della Grecia classica suonare il flauto serviva a lenire il dolore di sciatica e  gotta. Risalgono al secolo scorso, invece, le vere e proprie ricerche scientifiche sulle modificazioni fisiologiche indotte dalla musica attraverso la misurazione dei suoi effetti sulla respirazione, il ritmo cardiaco, la circolazione e la pressione sanguigna. Sull’onda di queste ricerche è nata la Musicoterapia, introdotta in Italia negli anni ’70, una metodica che considera il corpo umano un’enorme cassa di risonanza dentro cui penetrano e si espandono le onde sonore.

La musicoterapia clinica (di seguito MT) è un metodo di cura ad orientamento psicodinamico, oggi molto utilizzato nei diversi settori della psichiatria, della medicina e della educazione curativa. E’ proprio in quest’ultima branchia che vanta una lunga tradizione: originariamente utilizzata prevalentemente nelle istituzioni antroposofiche, viene oggi introdotta nei molteplici settori dell’educazione curativa, a seconda delle indicazioni.
In questo articolo viene dato uno sguardo al lavoro con i bambini che, a causa di difficoltà emotive, vengono affidati alla musicoterapia.

musicaChe cos’è la musicoterapia?

E’ difficile esprimere a parole molto di ciò che si svolge nella vita interiore dell’uomo, e soprattutto quando si tratta di sentimenti spiacevoli oppure tabù come la rabbia, la paura, la vulnerabilità oppure la tristezza.
Con la musica è diverso; riesce ad esprimere, in modo diretto e immediato, i sentimenti più profondi. Fin dall’antichità la MT trae vantaggio da questo potenziale.

Nell’ascolto di suoni, ritmi e melodie risuonanti dal silenzio, al contatto di ciò che suscitano nel suono attivo, emerge l’uomo e incontra sé stesso. Sofferenze inespresse e nascoste possono essere toccate e avvertite, questo anche quando la loro verbalizzazione non è (ancora) possibile. Ne nasce uno spazio simbolico nel quale forze di autoguarigione inattive vengono fatte emergere e possono essere rese fruttuose nel rapporto terapeutico.
Il concetto di musica, in questo contesto, viene abbracciato in modo ampio: non vengono compresi soltanto determinati pezzi o stili musicali ma anche, a livello elementare, tutto ciò che risuona, sia che si tratti di suono, ritmo, melodia, umore oppure anche silenzio.

Alla base di qualsiasi attività musicoterapica si trova la libera improvvisazione, cioè la musica creata sul momento. Non si imparano le note, e neppure si tratta dell’apprendimento di abilità strumentali. Il prodotto musicale finale, o meglio la sua qualità estetica, non sta in primo piano. Qui si espleta anche la distinzione fondamentale dell’educazione musicale: non c’è il giusto e lo sbagliato, il bello o il brutto nel senso obbiettivo. La relazione ludica con gli elementi musicali e il simbolismo di quest’espressione individuale sono al centro dell’attenzione.
Si distingue tra MT ricettiva e MT attiva:

  • MT ricettiva: il paziente ascolta la musica suonata dal terapeuta, oppure
    vengono utilizzati brani musicali registrati.
    Se possibile l'esperienza viene elaborata successivamente nel dialogo verbale.
  • MT attiva: qui è il paziente stesso ad esprimersi, suona gli strumenti, canta, si
    muove seguendo la musica.

La MT si serve di un mezzo non verbale e perciò può essere applicata alle persone più diverse, indipendentemente dalle loro capacità, il loro stato sociale o la loro età indipendentemente anche da origini etniche e culturali; una realtà che oggi, alla luce delle migrazioni mondiali, gioca un ruolo importante. A questo proposito emergono indicazioni rilevanti per la rieducazione terapeutica: la MT è indicata per le persone che, per qualsiasi ragione o a causa di un blocco, non possono parlare oppure non possono percepire i propri sentimenti e/o esprimerli con fatica, come con persone con disturbi precoci. In quest'ultimo caso sarebbe emerso quanto segue: suoni e ritmi circondano già l'embrione. Le prime sensazioni sensoriali della nuova vita sono il percepire il battito materno del cuore e il ritmo del respiro, la voce della madre, i rumori dell'apparato digerente, come pure sensazioni corporali dell'essere portati e cullati. Tutto questo insieme comunica, al non nato, in una specie di sensazione globale psicosomatica, le prime impressioni di esperienze del mondo, e questo già molto prima che le parole possano rendere queste impressioni.

Nell'ampio dialogo pre-verbale tra madre e bambino, prima nella prima gravidanza e dopo nei primi giorni della nascita, i parametri "musicali" della lingua (suono della voce, ritmo, melodia, tempo e intensità) giocano un ruolo ancor più fondamentale del contenuto.
Suoni, ritmi e melodie sono perciò anche adatti a rianimare tali primitive tracce
di ricordo e quindi ad elaborare ferite di quel tempo.

noteCosa fare con i bambini con difficoltà emotive

Ogni uomo, ogni bambino porta in sé qualcosa di esclusivamente proprio; è per questo che ciascun processo terapeutico procede in modo individuale; ha il proprio ritmo, la propria dinamica, il proprio tempo. Allo stesso modo ogni bambino, a seconda della situazione, ha bisogno della propria musica particolare . Il mio punto di partenza del terapeuta è quello dell’attenzione sospesa in aria, della presenza interiore: avere nella mente il bambino con la sua storia, il suo ambiente, il decorso terapeutico.
Molteplici sono le possibilità con le quali si può giungere alla tematica del bambino. Per la sua efficacia è comunque decisiva la relazione che si intesse tra bambino e terapeuta.

La libera improvvisazione, senza compiti specifici, può produrre un gioco senza scopo e uno spazio sperimentale che vengono a costituire uno scioglimento dell'intero sistema ed ampliano il raggio della capacità di fare. Può comunque far emergere anche temi profondi oppure creare un'atmosfera di sicurezza che tocca profondamente.
L'improvvisazione a tema mirato emerge soprattutto con i bambini più grandi che riescono già a tradurre un tema sul piano simbolico musicale, senza narrazione o gioco di ruolo.
I bambini più piccoli, spesso, elaborano i loro temi nei giochi di ruolo. Vanno spontaneamente verso gli strumenti, subiscono metamorfosi in persone, animali, qualità: il grande timpano si trasforma in ladro, il piccolo sonaglio in topo, con il suono della palla magica viene scacciata la strega. Mettono in scena e dirigono il tutto di propria iniziativa, premesso che riescano già a simbolizzare. Se la situazione è diversa il bambino necessita impulsi da parte della terapeuta, di aiuto per accedere, tramite l'imitazione, allo spazio simbolico.

I bambini si esprimono spesso e volentieri con il corpo. Il movimento è per loro un bisogno indispensabile. L'espressione musicale vi è strettamente correlata, o attraverso la forma dell’espressione motoria oppure evoca reazioni corporee. E' per questo che anche nella MT è importante prestare attenzione al linguaggio del corpo, considerando i suoi segnali con molto rispetto e cautela. Ci sono bambini che si avvinghiano volentieri, oppure vogliono cavalcare sulla mia schiena, lottare con me, ballare al suono di musica. E' molto importante anche la voce, il mezzo sonoro del proprio corpo. Fare esperimenti con essa, scoprirne le diverse nuances, dal bisbigliare a cantare a gridare, produce un rafforzamento dell'io e della propria identità.
Nella terapia sorta spontaneamente talvolta anche canti conosciuti possono creare sicurezza e fiducia con la ripetizione della melodia sempre uguale, questo anche con testi che abbiano un profondo significato simbolico e che sostengono un importante processo di sviluppo. Anche le ninnananne hanno un grande significato, per esempio "Bajuschkj" nel quale si esprime la sicurezza primaria che rimane nel bambino anche quando compie i primi passi autonomi nella vita di adulto.

La musicoterapia dunque, nell’ambito infantile, assume particolare importanza non solo per il suo valore terapeutico, ma anche per quello pedagogico. Progetti di MT nelle scuole elementari e negli asili hanno contribuito ad accrescere la qualità formativa, facilitando uno sviluppo armonico dei bambini sia dal punto di vista psicologico che dal punto di vista fisico-motorio.

Dott.ssa Laura Costantino
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