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Ipnosi regressiva

Andare sulla luna, non è poi così lontano. Il viaggio più lontano è quello all’interno di noi stessi. (Anaïs Nin)

Ipnosi regressiva

La nostra memoria non è una macchina fotografica, quindi tutto ciò che ricordiamo non sempre è conforme alla realtà, ma viene filtrato da diversi componenti. Può succedere che due amici vadano insieme al cinema a vedere lo stesso film e alla fine uno si ricordi dettagli che l’altro non ha neppure notato. Così succede per la nostra memoria. Tutti i nostri ricordi sono filtrati. Non solo, esistono anche dei falsi ricordi. Succede spesso che i bambini rimangano impressionati da scene che vedono alla TV a tal punto da pensare di averle vissute in prima persona. nell’ipnosi regressiva dunque è possibile accedere a questi ricordi, talvolta rimossi dalla nostra mente, ma tutto ciò che vediamo nello stato di trance non è detto che sia la verità. Tuttavia poco importa se ciò che vediamo non è la verità, proprio perché il passato non si può cambiare. I ricordi potranno essere anche fasulli, ma ciò che è assolutamente autentico è l’emozione legata al recupero di quel ricordo. Dovendo dunque la terapia andare a lavorare sulle emozioni bloccate, non ci interesserà sapere se ciò che si recupera in ipnosi regressiva sia verità o solo frutto della nostra fantasia. ciò che fondamentale invece è comprendere il perché la nostra mente inconscia ha prodotto quelle immagini, comprendendone il valore strettamente emotivo. Ed è grazie a questo che il processo del cambiamento è possibile.

Questo discorso vale anche per l’ipnosi regressiva alle vite precedenti che personalmente non faccio. Il percorso di ipnosi regressiva alle vite precedenti può far emergere sia verità che costruzioni fantasiose della nostra mente. Ciò che conta è che vengano sciolti dei nodi, non ciò che si fa per scioglierli. Questo tipo di percorso tuttavia presuppone una certa consapevolezza non solo di sé ma anche spirituale, dunque si discosterebbe dal percorso classico di psicoterapia ipnotica. Non effettuo questo tipo di percorso non perché non ci creda (anzi…) ma perché il più delle volte le persone credono di dover andare nelle vite precedenti per risolvere problemi che invece riguardano proprio il presente. In virtù del fatto che la nuova fisica quantistica sta dimostrando scientificamente che il tempo non esiste, tutto ciò potrebbe avere un significato diverso. Non si parlerebbe più di vite passate ma di vite parallele e dunque un percorso sulle vite parallele avrebbe lo stesso significato clinico di una psicoterapia ipnotica classica. Ogni scelta è giocata sul proprio sistema di credenze. Nell’ipnosi si può andare oltre queste credenze e la mente inconscia in un istante si fonde col concetto di Anima.